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Un giorno nella memoria

Oggi, 27 gennaio.
Una data importante, la mia memoria, due eventi.

Il primo: un viaggio fatto agli inizi del 2000 in Palestina/Israele.

Ero con una missione di pace, formata da un comitato composto da vari comuni d'Italia.
Una settimana intensa, con l'obiettivo di portare qualcosa di tipico, e noi cervesi abbiamo insegnato a dei bambini a fare gli aquiloni, un gesto piccolo, semplice, per un loro sorriso, per loro un ricordo.
Siamo arrivati e siamo stati accolti come amici dei palestinesi in isralele, e l'accoglienza della milizia dall'aeroporto in poi non è proprio delle migliori, inizi sapendo che sospettano di te, sospetteranno comunque, e te lo ricorderanno anche quando te ne andrai.
Con gli occhi di un turista ho visto una terra veramente antica, una Roma nel mediterraneo e nei deserti, ho visto città palestinesi e non, poi Betlemme, Gerusalemme, Jerico, Haifa.
Con gli occhi di chi era lì per portare una piccola esperienza, posso dire di aver visto…
tutto e il contrario di tutto:
posti dove convivono 3 religioni, altri dove queste allargano i gomiti l'una con l'altra
il museo della Shoa e nel deserto le blindate oasi israeliane
quartieri ebrei ultraortodossi e ospedali per bambini palestinesi abbandonati perché "non desiderati"
solo e sempre giovani militari israeliani o volontari di comitati di pace internazionali
una mostra fotografica sugli attentati palestinesi e villaggi palestinesi cancellati prima dalla vendetta dell'uomo e poi dal clima.

Torni che il tuo pensiero è diviso, è rotto in tante schegge, tutte taglienti.


Il secondo evento: un pezzo teatrale, scritto e diretto da Sam Paglia, titolo: Sala d'attesa

Un gerarca nazista, incontra, la sera prima del suo processo (quello di Norimberga), il fantasma di un ebreo; questi due avranno un dialogo, che mostrerà l'assurda lucidità e freddezza del tedesco venire scalfitta dal racconto semplice di una delle sue innumerevoli vittime.

Per quanto convinto di essere nel giusto e sicuro di essere assolto, cede al timore che ciò che aveva fatto fino a quel momento non aveva in realtà alcun senso e che l'attesa non sarà poi tanto felice.
Quel dubbio infatti lo divorerà, in quella notte, prima della sentenza.

In questa piece, io, interpretavo il nazista.


Cosa penso io nel giorno della memoria?
Dovete chiedermelo, perché, sì, la storia ha una ragione.
Quello che invece dimostriamo di aver imparato dalla storia? Quello… mi sta dando dei dubbi.

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